lunedì 22 settembre 2014

GP Singapore - 21/09/2014

A Singapore si riapre il Mondiale, sempre che Rosberg lo abbia mai avuto saldamente tra le mani.
Al termine della gara in notturna nella stupenda metropoli asiatica, Lewis Hamilton non solo balza in testa alla classifica iridata (+3 sul compagno di scuderia) ma dimostra di essere molto più in palla del dirimpettaio in Mercedes.

All-in come si dice nel poker. Sabato Hamilton si aggiudica la pole position, in realtà non una grande novità: le doti velocistiche dell'inglese non sono in discussione, e la sensazione da ormai l'inizio dell'anno è che, senza errori clamorosi e soprattutto senza guasti incontrollabili, Rosberg sia un gradino inferiore nel giro secco. Il distacco di soli 7 millesimi conferma che, a parità di condizioni, Lewis riesce sempre a mettere la sua ruota avanti.

Due appunti sul sabato di prove ufficiali. Massa distacca di ben due posizioni Bottas, che sino ad ora le aveva suonate al brasiliano. Il circuito non si addice alle caratteristiche della Williams, quindi il sesto posto in griglia di Felipe vale oro, anche se il distacco tra i due è contenuto (appena 187 millesimi). Kvyat si riaffaccia nella Top Ten, ai danni di un Jenson Button in crisi rispetto all'audacia di Magnussen (ottimo nono in griglia). In crisi nera le Lotus e le Sauber, in particolare Pastor Maldonado, non solo a zero punti nel Mondiale e sempre causa di qualche scorrettezza di troppo in gara, ma ora anche indietro nelle qualifiche.

La gara

Premessa: Rosberg stavolta non ha potuto nemmeno battagliare, vittima del guasto al volante, senza il cui buon funzionamento in questa Formula 1 2014 non si riesce nemmeno ad imbroccare la prima curva. Sfortunato Rosberg, perché nonostante la zampata in prova di Hamilton, c'è da scommettere che la gara avrebbe proposto un duello epico tra i due. Sono uno di quelli che credono che a Monza il tedesco abbia consegnato la vittoria nelle mani del compagno di squadra. D'altronde non deve essere stato facile uscire da Spa dopo aver causato il ritiro di Lewis con un errore plateale e combattere con la lavata di capo di Niki Lauda. Ecco, chi potrebbe far pendere l'ago della bilancia del Mondiale propria a favore dell'inglese è Lauda, che con i suoi modi spesso criticabili ha messo nel mirino Rosberg, di fatto aumentando la pressione del biondo figlio di Keke.

Se insomma gli ingredienti per un duello rusticano c'erano tutti, il ritiro di Rosberg ha consegnato la gara ad Hamilton già nel primo giro, e sembrano esagerati (per non dire altro) i commenti di chi nel duello Vettel - Hamilton degli ultimi giri potesse vedere una qualsiasi eguale competitività. Se Hamilton si è ritrovato dopo il pit-stop alle spalle del quattro volte iridato è stata solo colpa di una strategia errata (troppo anticipata la sostituzione degli pneumatici). Cosa è successo dopo? Semplicemente che Hamilton ha fatto della Red Bull un sol boccone, avviandosi solitario al traguardo. Qualcuno forse dimentica che la safety car al 31° giro (e per ben 7 tornate) ha reso la vita di Hamilton solo leggermente più difficile, creando l'illusione che la gara si fosse riaperta.

Hamilton dunque vince, il resto del gruppo arranca. Il podio dei due della Red Bull è sottotono, in particolare perché da Ricciardo ci si aspettava un week end più aggressivo: dati alla mano d'altronde lui è ancora in corso per il titolo. Invece Vettel negli ultimi tre giri fa il paracarro, ovviamente non lascia strada ed il terzo posto suona stonato, considerato il ritiro di Rosberg e la possibilità di rosicchiare altri punti.

Angolo Ferrari. I beneinformati sono convinti che Alonso a fine stagione lascerà la Rossa, a seguito di una maxi-offerta da parte dell'Honda, che nel 2015 tornerà nel circus per motorizzare la McLaren. Se ciò accadesse non ci sarebbe alcuno scandalo. Fernando con il passare delle stagioni ha dimostrato di essere un talento ancora più cristallino di quando era esploso vincendo due mondiali. Se in McLaren qualche errore di troppo lo aveva commesso (anno 2007, mondiale vinto da Raikkonen dopo che la terribile coppia Alonso/Hamilton passava più tempo a litigare che a correre) oggi lo spagnolo non sbaglia una gara che sia una. Il quarto posto di Singapore è il massimo che si possa raggiungere,  ed anche se gli ultimi giri vedono un Alonso arrembante nei confronti delle due Red Bull: questa è una monoposto cui manca la potenza motoristica, e quindi chiedere anche un sorpasso contro il duo Ricciardo/Vettel è veramente impossibile.
Discorso diverso per Raikkonen. Il finlandese che sembrava essersi svegliato soprattutto in prova, domenica ha latitato a metà classifica, acciuffando un ottavo posto che non serve a niente, se non a confermare che anche una Williams con le gomme finite (leggasi Bottas) è riuscita a tenere dietro la Ferrari per numerosi giri. Tutta colpa del motore? Non solo, se Vergne compie sorpassi spettacolari su Raikkonen e Bottas ed anche Perez li fulmina nel toboga asiatico. Bisogna svegliarsi.

Le ultime parole le spendo proprio per Vergne. Grande gara (nonostante una penalizzazione) e tanta grinta. In generale il suo mondiale sino ad ora è stato ottimo, ma la riflessione sorge spontanea: visto che è stato appiedato per il 2015, solo ora tira fuori la gara della vita?


Ordine di arrivo
1. Lewis Hamilton (GBR/Mercedes) 303,763 km in 2h00:04.795
2. Sebastian Vettel (GER/Red Bull-Renault) a 13.534
3. Daniel Ricciardo (AUS/Red Bull-Renault) a 14.273
4. Fernando Alonso (ESP/Ferrari) a 15.389
5. Felipe Massa (BRA/Williams-Mercedes) a 42.161
6. Jean-Eric Vergne (FRA/Toro Rosso-Renault) a 56.801
7. Sergio Pérez (MEX/Force India-Mercedes) a 59.038
8. Kimi Räikkönen (FIN/Ferrari) a 1:00.641
9. Nico Hülkenberg (GER/Force India-Mercedes) a 1:01.661
10. Kevin Magnussen (DEN/McLaren-Mercedes) a 1:02.230
11. Valtteri Bottas (FIN/Williams-Mercedes) a 1:05.065
12. Pastor Maldonado (VEN/Lotus-Renault) a 1:06.915
13. Romain Grosjean (FRA/Lotus-Renault) a 1:08.029
14. Daniil Kvyat (RUS/Toro Rosso-Renault) a 1:12.008
15. Marcus Ericsson (SWE/Caterham-Renault) a 1:34.188
16. Jules Bianchi (FRA/Marussia-Ferrari) a 1:34.543
17. Max Chilton (GBR/Marussia-Ferrari) a un giro

Griglia di partenza
1a Fila1. Lewis Hamilton 1’45”681
Mercedes
2. Nico Rosberg 1’45”688
Mercedes
2a Fila3. Daniel Ricciardo 1’45”854
Red Bull
4. Sebastian Vettel 1’45”902
Red Bull
3a Fila5. Fernando Alonso 1’45”907
Ferrari
6. Felipe Massa 1’46”000
Williams
4a Fila7. Kimi Raikkonen 1’46”170
Ferrari
8. Valtteri Bottas 1’46”187
Williams
5a Fila9. Kevin Magnussen 1’46”250
McLaren
10. Daniil Kvyat 1’47”362
Toro Rosso
6a Fila11. Jenson Button 1’46”943
McLaren
12. Jean-Eric Vergne 1’46”989
Toro Rosso
7a Fila13. Nico Hulkenberg 1’47”308
Force India
14. Esteban Gutierrez 1’47”333
Sauber
8a Fila15. Sergio Perez 1’47”575
Force India
16. Romain Grosjean 1’47”812
Lotus
9a Fila17. Adrian Sutil 1’48”324
Sauber
18. Pastor Maldonado 1’49”063
Lotus
10a Fila19. Jules Bianchi 1’49”440
Marussia
20. Kamui Kobayashi 1’50”405
Caterham
11a Fila21. Max Chilton 1’50”473
Marussia
22. Marcus Ericsson 1’52”287
Caterham